Asia Centrale – La Via della Seta

Asia Centrale – La Via della Seta

Lonely Planet Silk Road Uzbekistan

L’Uzbekistan e tutta l’area dell’Asia Centrale è stata nominata tra le TOP 10 Regione da visitare nel 2020 dalla prestigiosa guida Best In Travel 2020 edita dalla Lonely Planet.

La regione della Via della Seta, balzata recentemente agli onori della cronaca per gli accordi economici globali promossi dalla Cina, è stata nel passato una delle vie più rinomate da tutti i viaggiatori che la percorrevano per i commerci con l’Oriente e che tutt’ora meglio rappresenta il mito del viaggio esotico.

Grazie alla ricchezza prodotta lungo il suo cammino, illuminati Sovrani e terribili condottieri hanno fondato antiche città (Samarcanda, Khiva, Bukhara, solo per citarne alcune) che tuttora affasciano numerosi visitatori ammaliati dalla bellezza e dalla grandiosità dei loro monumenti, dagli animati bazar e da un territorio dai paesaggi selvaggi.

Visitare l’Uzbekistan non è mai stato così facile grazie all’esenzione del visto per i cittadini italiani e anche muoversi all’interno del Paese è sempre più rapido grazie ai numerosi collegamenti aerei tra le più importanti città e all’altra velocità nel nuovissimo treno Afrosiab.

Vedi anche: Il Meglio dell’Uzbekistan. 5 mete da non perdere

Meknès nelle prime 10 città del mondo da visitare  nel 2019 secondo  Lonely Planet

Meknès nelle prime 10 città del mondo da visitare nel 2019 secondo Lonely Planet

Lonely Planet Marocco Meknes

La celebre guida turistica Lonely Planet ha appena pubblicato la classifica delle dieci città da visitare nel 2019, e la città imperiale di Meknès è al 10 ° posto.

Il sultano guerrafondaio che nel 1672 trasferì la capitale del Marocco a Meknès si rivolterebbe nella tomba se sapesse che la città accoglie oggi ben pochi visitatori in confronto a Fès e Marrakech. Moulay Ismail saccheggiò i palazzi di Marrakech e le rovine romane di Volubilis per procurarsi la pietra e il marmo con cui costruire le massicce fortificazioni che ancora oggi racchiudono la città, i magazzini sotterranei per le scorte alimentari e una magnifica bab (porta) per eclissare perfino la Porta Blu di Fès. Nel cuore della città, l’elaborato mausoleo di Ismail è un tesoro nazionale, uscito nel 2018 da un restauro durato due anni, che offre ai viaggiatori un motivo in più per visitare questa città sottovalutata.

Mauritius, per Lonely Planet, tra i top 10 Paesi del 2018 e festeggia 50 anni di indipendenza con  una festa lunga tutto l’inverno…

Mauritius, per Lonely Planet, tra i top 10 Paesi del 2018 e festeggia 50 anni di indipendenza con una festa lunga tutto l’inverno…

Lonely Planet Mauritius

Tutte le feste del mondo vivono l’isola di Mauritius, il paradiso terrestre nell’Oceano Indiano.

Conosciuta dagli arabi, è stata in epoca moderna colonia olandese, francese e poi britannica, conquistando l’indipendenza nel marzo 1968. Questa ricorrenza viene festeggiata nel 2018, puntando i riflettori sulle glorie del passato attraverso un calendario fitto di celebrazioni, visto che la repubblica di Mauritius, nata nel 1992, è orgogliosamente stata anche decretata la più democratica del continente africano.

Consultando il calendario di tutte le feste vi renderete conto che in questo paradiso terrestre le ricorrenze e le celebrazioni abbondano, anche in virtù della multiculturalità che lo caratterizza. Qui si sintetizzano tradizioni indiane, cinesi, e tutte le più importanti feste folk del mondo.

L’isola tropicale, un tempo rifugio dei pirati, è ora nota come un rifugio sicuro con hotel di lusso su spiagge di sabbia bianca con fondali vulcanici.  È un’isola da esplorare, con templi indiani, case coloniali, giardini botanici e opportunità di avvistare uccelli rari tra gli alti alberi di ebano, o nuotare con i delfini. I mauriziani, una fusione di popoli francesi, indiani, creoli e cinesi, sono rinomati per la loro ospitalità e per i visitatori dell’ isola generalmente entusiasti  del servizio.

Il lusso qui è sorprendentemente conveniente – Mauritius ha alcune delle migliori offerte di merito nella regione. Resti dell’era coloniale britannica rimangono, tra le  piantagioni di tè e la  guida a sinistra, ma le bancarelle di spezie e di frutta e verdura nei mercati, le esibizioni di Segà e l’onnipresente icona del dodo, aggiungono un tocco di esotico.

Un appuntamento da non perdere è il soggiorno presso The Residence Mauritius. Il profumo di ylang ylang fluttua in questo raffinato hotel in stile coloniale, ispirato alle piantagioni di zucchero dell’isola: su una spiaggia della gloriosa costa orientale, lunga un chilometro, è stato il primo hotel sull’isola ad introdurre il  servizio di maggiordomo per ogni camera e piscina riscaldata, e il suo servizio raffinato lo rende un punto di riferimento.

http://www.lonelyplanetitalia.it/best-in-travel/top-10-paesi