ARMENIA – Lago Sevan

ARMENIA – Lago Sevan

Armenia

Il lago Sevan, è il più grande lago dell’Armenia (e del Caucaso) ed uno dei più grandi laghi d’alta quota al mondo. E’ situato a 1900 metri di altitudine, copre una superficie di 940 kmq, è lungo 80 km ed è largo 30 km nel punto più ampio. Riceve l’acqua da 28 corsi d’acqua ed ha come unico emissario il fiume Hrazdan; ma solo il 10% dell’acqua che abbandona il lago esce dal fiume. Il rimanente 90% è soggetto a evaporazione.

Fu teatro di molti scontri tra cristiani armeni e arabi provenienti dalla Turchia. Importante per la storia armena fu la battaglia dell’859 in cui Re Ashot riuscì a respingere l’invasione araba.

E’ il più importante serbatoio di acqua dolce per l’Armenia, quindi soprattutto nel corso dell’ultimo secolo sono state fatte opere per cercare di sfruttarne al massimo le risorse e per produrre energia elettrica. Alcuni sciagurati tentativi e progetti procurarono però negli anni ’50 un disastro ecologico che portò ad abbassare il livello del lago di quasi 20 metri e la centrale venne poi bloccata. Successivi interventi stabilizzarono la situazione e ora si fanno confluire nel lago anche acque di altri fiumi.

Sono state introdotte dall’uomo anche alcune specie di pesci che sono andata a minacciare quelle endemiche come la trota di Sevan.

Sulle rive del lago sorgono alcuni monasteri che risalgono al medioevo. I più famosi sono Sevanavank, sulle sponde occidentali Hayrivank e verso sud Noraduz con il suo cimitero di khachkar, le tipiche croci armene di pietra.

Oggi Sevan è meta turistica, infatti l’Armenia non ha sbocchi sul mare e in estate la temperatura dell’acqua (18°-22°) consente la balneazione. Dista solo 70 km dalla capitale Yerevan, quindi comoda località di escursione in giornata.

ARMENIA – Il Lavash

ARMENIA – Il Lavash

Armenia

Il Lavash, il sottile pane tradizionale armeno è stato iscritto dall’Unesco nel Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità. Rispecchia l’anima del Paese e di un popolo che ha sempre mantenuto vive ed intatte le proprie tradizioni.

A tavola non manca mai, servito in cestini intrecciati, è considerato il simbolo della famiglia, infatti svolge anche un ruolo rituale nei matrimoni, dove viene posto sulle spalle degli sposi per portare fertilità e prosperità.

La sua preparazione rafforza i legami familiari, comunitari e sociali. Il processo è intrapreso da un piccolo gruppo di donne e richiede un grande sforzo, coordinazione, esperienza e abilità speciali. Si prepara un semplice impasto a base di farina di grano e acqua, un pizzico di sale e senza lievito, viene lavorato e composto in palline. Una per volta, le palline vengono lavorate in sfoglie sottili con un mattarello e allargate facendole volteggiare con le mani, quindi stese su uno speciale cuscino ovale che viene “schiaffeggiato” contro il muro di un tradizionale forno conico in argilla, il tonir, rivestito di pietra o di ceramica, scavato nella terra. Dopo trenta secondi il pane cotto viene estratto dalla parete del forno.

Più che alla preparazione di un alimento sembra di assistere a un rito ancestrale, dove ammirare la maestria dei movimenti rapidi e decisi, frutto di un’esperienza acquisita giorno dopo giorno, tramandata di generazione in generazione.

Non solo donne comunque nella fase di preparazione: gli uomini sono coinvolti ancor prima nella creazione dei cuscini e dei forni, con l’impegno di trasmettere la loro abilità a studenti e apprendisti come passo necessario per preservare la vitalità della produzione del lavash.

In genere viene abbinato ai formaggi locali, alle erbe aromatiche come il basilico, coriandolo, prezzemolo e menta. E’ meglio mangiarlo appena sfornato, ma può essere conservato fino a 6 mesi in fogli essiccati e impilati uno sull’altro.

Mangiando il Lavash si ritrova nel suo sapore la storia di un passato mai dimenticato, un’essenza che nel corso dei millenni è rimasta intatta fino ad arrivare sulle tavole di oggi.

Importante novità per Magic Roads

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Armenia Georgia

Facente parte del gruppo Magic Arabia e del portfolio Tourism Connection®,  uno dei Dmc più conosciuti e apprezzati dai tour operator e agenzie di viaggio italiani con uffici a Dubai, Oman e Giordania,  oggi allarga il proprio raggio d’azione, andando così a coprire in modo più capillare, con uffici di proprietà, nuove ed emergenti destinazioni lungo la Via della Seta come Armenia e Georgia.

I servizi proposti dal Dmc spaziano dai viaggi individuali su misura ai grandi gruppi Incentive, fino a tour con partenze garantite con minimo due partecipanti.

Grazie alla profonda conoscenza delle destinazioni programmate, uno staff parlante italiano agisce come valido consulente per il successo di viaggi dall’alto valore qualitativo. Non ultimo, il rapporto privilegiato con albergatori e fornitori locali garantisce il miglior rapporto qualità prezzo (www.magic-roads.com )

Armenia. La scrittura armena è stata inclusa nella lista dei beni culturali immateriali.

Armenia. La scrittura armena è stata inclusa nella lista dei beni culturali immateriali.

Armenia

L’arte della scrittura armena e le sue interconnessioni culturali costituiscono un’arte secolare della realizzazione delle lettere armene, la ricca cultura della decorazione delle lettere e i suoi vari usi, come ha dimostrato il rapporto dell’UNESCO. La scrittura armena si basa sull’alfabeto armeno creato nel 405 d.C. da Mesrop Mashtots, secondo il principio “una lettera per un suono”. L’elemento si distingue anche per la sua vasta gamma di script ornamentali, generalmente classificati in base alle loro forme; nodi, uccelli, animali, personaggi e creature mitologiche o immaginarie.

Sin dalla loro invenzione, le lettere armene non hanno solo svolto la loro funzione principale di creazione del patrimonio scritto, ma sono state anche utilizzate per rappresentare i numeri, i linguaggi crittografati. Da sempre, le lettere sono utilizzate anche nell’artigianato.

L’arte della scrittura armena è penetrata in quasi tutti gli strati della società, in particolare l’arte popolare. Essa è praticata in tutto il territorio armeno ed è parte integrante dell’identità culturale del popolo armeno. Coloro che diffondono quest’arte sono artisti, tessitori di tappeti, ricamatori, scultori, linguisti, calligrafi, gioiellieri e altri.